Lo sport come modo per conoscere il territorio
Chi corre in montagna non attraversa semplicemente un luogo. Lo vive, seguendo sentieri, vallate e crinali e entrando in contatto diretto con il territorio. Il trail running può quindi diventare un importante motore di turismo outdoor, capace di portare sui Sibillini runner, escursionisti e appassionati di montagna anche da fuori regione.
Una gara rappresenta un primo punto di contatto, ma il suo valore può andare oltre il giorno dell’evento: chi scopre questi percorsi può tornare, percorrerli nuovamente, soggiornare nei borghi e conoscere le realtà locali. Valorizzare la montagna significa prima di tutto farla conoscere. Portare più persone sui Sibillini, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi equilibri, significa aumentare la consapevolezza del loro valore e contribuire a costruire un rapporto più forte e responsabile con questo territorio.
Un turismo che può sostenere i territori
Un evento dedicato al trail può diventare anche uno strumento di sensibilizzazione sul ruolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e sull'importanza della tutela dell'ambiente montano. Correre su questi sentieri significa confrontarsi direttamente con un ecosistema delicato. Significa capire perché la manutenzione dei percorsi, il rispetto della fauna e della flora, la gestione dei rifiuti e un approccio responsabile alla frequentazione della montagna siano elementi fondamentali. La presenza di una community sportiva può quindi generare un rapporto più consapevole con il territorio. Conoscere un luogo è spesso il primo passo per imparare a rispettarlo.
C'è poi una dimensione economica e sociale. Un evento di trail running coinvolge molto più degli atleti al via. Runner, accompagnatori, famiglie e staff hanno bisogno di dormire, mangiare, spostarsi e vivere il territorio. Questo significa coinvolgere strutture ricettive, ristorazione, attività locali e servizi. In territori caratterizzati da piccoli comuni e borghi, anche un flusso temporaneo di visitatori può diventare un'opportunità per creare nuove connessioni e far conoscere attività che normalmente rimangono fuori dai circuiti turistici principali. L'idea è costruire un turismo legato alla montagna, alla natura e allo sport, capace di distribuire la propria presenza sul territorio e di andare oltre il turismo mordi e fuggi.
Fessura Ultratrail GSR come punto di partenza
È questa la visione che sta alla base del Fessura Ultratrail GSR. L’Edizione Zero non vuole essere soltanto una gara, ma il primo passo verso un progetto capace di mettere insieme sport, natura, turismo e territorio.
Oltre alle gare della domenica, il programma si apre già il 26 settembre con una sfida che guarda al futuro: 5 atleti partiranno da Amandola per percorrere l’intero Grande Anello dei Sibillini, circa 140 km e oltre 5.000 metri di dislivello, in completa autosufficienza. Una vera missione sul campo per testare il percorso e porre le basi per una futura ultra sui Sibillini. Per due giorni Amandola e i Monti Sibillini diventano così un punto di incontro per runner, amanti della montagna, associazioni sportivee community run, creando uno spazio di condivisione che va oltre la competizione. Gare, camminate, allenamenti, talk e momenti di incontro permettono a persone con esperienze e livelli diversi di vivere insieme la montagna.
Fessura Ultratrail GSR è inoltre un evento benefico, con il sostegno all'ANFFAS Sibillini, perché valorizzare un territorio significa anche sostenere le persone e le realtà che lo vivono ogni giorno. Portare il trail sui Sibillini significa quindi creare un motivo per arrivare, conoscere questi luoghi e incontrare chi li vive. Ma soprattutto, creare un motivo per tornare. Perché una gara dura un giorno. La relazione con un territorio può durare molto di più.








